Cambiare gestore? Si farà in tre giorni: Portabilità veloce con lo stesso numero

|

La portabilità nel numero di cellulare da un ge­store all’altro deve avvenire entro tre giorni. Lo ha deciso una ordinanza del Consiglio di Stato che, ribaltando la sen­tenza del Tar del Lazio, dà ra­gione alla decisione presa nel dicembre scorso dall’Authori­ty per le comunicazioni. Tutte le aziende di telefonia mobile che operano in Italia si do­vranno immediatamente ade­guare e abbandonare la prati­ca dei 30 giorni necessari fino­ra: il provvedimento riguarda circa 3,5 milioni di «telecon­sumatori » che ogni anno cam­biano gestore alla ricerca di ta­riffe più convenienti.

Secondo le novità introdot­te dal Garante il 23 dicembre 2008 le compagnie avrebbero avuto sei mesi di tempo per adeguarsi al meccanismo dei tre giorni lavorativi. Ma, pri­ma della scadenza dell’ora x, Telecom Italia e Vodafone ave­vano presentato ricorso al Tar che aveva dato loro ragione in quanto la delibera Agcom era in contraddizione con la legge Bersani che disponeva un preavviso di 30 giorni per la disdetta di un contratto.

Successivamente l’Authori­ty, insieme a Wind, H3g, Po­ste Italiane e alcune associa­zioni dei consumatori, era pe­rò ricorsa al Consiglio di Sta­to, che si è pronunciato ieri con due ordinanze gemelle che ribaltano le valutazioni del Tar. Secondo le conclusio­ni dei giudici di Palazzo Spa­da, infatti, la legge Bersani «ri­guarda il semplice recesso dal contratto senza trasferimento del numero ad altro operato­re », inoltre «nell'introdurre un termine massimo a garan­zia del consumatore, non ha intaccato il potere dell'Agcom di disciplinare la portabilità del numero di telefonia mobi­le».

Nell'ordinanza si legge an­che che «questo potere è già stato esercitato dall'Autorità in una delibera del 2001 con la previsione di cinque giorni, che non è stata contestata». In attesa dell'udienza di meri­to, le cui conclusioni sono pe­rò in qualche modo già antici­pate dall'ordinanza, i tre gior­ni sono dunque pienamente operativi. Soddisfatte ovviamente le associazioni dei consumatori. L'Adoc parla di «vittoria», au­spicando però che il gestore 'abbandonato' possa fare una controfferta al cliente che se ne va, operazione che, se­condo gli operatori, è stata re­sa incerta dalla delibera del­l’Autorità. In questo senso oc­corre infatti che il Garante fac­cia chiarezza.
Lo chiedono anche Vodafone e Telecom, secondo cui «offer­te e controfferte, proposte in modo chiaro e trasparente, so­no alla base di qualunque mercato libero e competitivo e ampliano la libertà e la con­venienza per i consumatori». Vodafone chiede tempi brevi anche per cambiare operatore nella telefonia fissa.


Articolo tratto da qui

0 commenti: