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txt2html - Convertiamo il nostro testo in HTML

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Ciao a tutti, oggi vi volevo parlare di un programma, txt2html, che converte il testo in una pagina formattata HTML, che possiamo quindi convertire ed elaborare con altri programmi.



Questo risultato viene restituito direttamente nel terminale, bisogna quindi copiare ed incollare il tutto in un file di testo e nominarlo con estensione ".html".

txt2html gestisce: titoli, elenchi, semplici marcatori e collegamenti ipertestuali ed è altamente personalizzabile. Riconosce parte della struttura evidente del documento sorgente (per lo più spazi bianchi e impaginazione di stampa) e cerca di marcare esplicitamente tale struttura usando l'HTML.

Lo scopo di questo strumento è di fornire un metodo semplice per convertire documenti di testo esistenti in formato HTML, ottenendo un risultato più carino del semplice inserimento del testo in un grosso blocco PRE.

txt2html può anche essere usato per aiutare a scrivere nuovi documenti HTML, ma ci sono probabilmente modi migliori per farlo.

Per l'installazione basta andare sull'Ubuntu Software Center e digitare txt2html
Spero di esservi stato utile...

Articolo tratto da qui
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Funzione del tasto TAB sul Terminale Gnome di Ubuntu

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Ciao a tutti, oggi vorrei parlarvi dell'uso del tasto TAB usato nel Terminale Gnome di Ubuntu...

Grazie al tasto TAB è possibile completare il nome di un comando.
Provate questo scrivendo, nel terminale, ged e cliccando il tasto TAB:
ged diventerà gedit.
Articolo tratto da qui
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Stampare su carta l’output del terminale

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Ciao a tutti, molte volte può capitare di dover stampare su carta (o semplicemente su un file di testo) l'output del nostro terminale, specie se vogliamo fare dei log delle nostre attività (come per esempio tenere d'occhio i processi del nostro sistema).


Per fare tutto ciò utilizziamo il simbolo “>” che redirige il risultato del terminale su un file. La sua forma è:
comando > Nome_File.ext
Analizziamoli per la sostituzione:

comando = è il comando del terminale che ci produrrà l'output (cioè le informazioni) che vogliamo;
> = è il comando per dire che il nostro output lo vogliamo reindirizzato in un altro posto;
Nome_File = è il nome fisico del file che verrà creato (in caso potete mettere pure il percorso dove lo volete;
.ext = è l'estensione del file appena creato (io vi consiglio il .txt per il testo);

AVVERTENZE:
Questo tipo di comando se viene eseguito 2 volte sovrascrive il file precedente senza chiedervi la conferma;
Per evitare questo inconveniente puoi chiaramente modificare il nome del file su cui vuoi salvare l’output oppure, nel caso si voglia salvare tutto nel medesimo file, basterà usare il simbolo “>>” al posto di “>”.Questo simbolo non farà sovrascrivere il nuovo output ma lo aggiungerà alla fine del precedente risultato nel file che gli abbiamo dato.

Facciamo un esempio:
Se vogliamo stampare su un file tutti i processi in esecuzione sul pc, ci basterà utilizzare il seguente comando da terminale:
ps aux > output_processi.txt
Questo comando crea un file di testo chiamato “output_processi.txt” contenente il risultato del comando ps aux e lo salva nella directory corrente.

Una volta finito si potrà aprire il file con un qualsiasi Editor di testo e stampare.

Spero di esservi stato utile...

Articolo tratto da qui
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Semplifichiamo i Comandi del Terminale usando gli ALIAS

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Ciao a tutti, oggi vi spiegherò come mediante l'uso degli alias è possibile sostituire un comando del terminale con un altro a nostro piacimento...


Una delle tante cose positive dei sistemi GNU/Linux è sicuramente quella di poter modificare/personalizzare l'ambiente di lavoro secondo le proprie necessità.

Una dimostrazione lampante di questa enorme libertà di azione è rappresentata dai cosiddetti alias. A differenza degli script, i quali vengono utilizzati per automatizzare operazioni che richiedono un gran numero di comandi, gli alias tornano utilissimi nel caso in cui si voglia sostituire un semplice comando con un altro.

Vediamone la Sintassi:
Per visualizzare gli alias già disponibili con la propria distribuzione è sufficiente aprire il terminale e digitare alias seguito da Invio.

Per aggiungere un nuovo alias, invece, la sintassi da utilizzare è
alias nomecomando='comando'
Se, ad esempio, vogliamo impostare un comando rapido per aprire Nautilus (il file manager predefinito di Ubuntu) con i privilegi di root, apriamo il terminale e digitiamo
alias nr='sudo nautilus'
seguito da Invio. In tal modo semplicemente digitando nr e premendo Invio otterremo lo stesso risultato del comando
sudo nautilus
Creare alias persistenti
La creazione dell'alias fatta in tal modo, però, funzionerà solo per la sessione corrente, ovvero fino al successivo riavvio del sistema.

Per rendere persistente un alias è necessario inserirlo all'interno del file nascosto .bashrc che si trova nella home dell'utente. Apriamo, dunque, il terminale ed editiamo il file con il nostro editor di testi preferito, io uso gedit, digitando
sudo gedit ~/.bashrc
Spostiamoci alla fine del file ed inseriamo tutti gli alias che vogliamo.
Dopo aver salvato e chiuso il file dovremo terminare la sessione per rendere effettive le modifiche. Lascio a voi ed alla vostra fantasia la creazione di ulteriori alias personalizzati...

Spero di esservi stato utile....


Articolo tratto da qui
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Rendere SEMPRE visibile la Barra del Percorso di Ubuntu

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Ciao a tutti, come forse molti di voi avranno già notato, dalla versione 9 di Ubuntu è andata a sparire (volutamente da Canonical) la "Barra del Percorso" nel Nautilus.



Beh sparita sparita no! In realtà si è passati dalla scelta tra la versione "a pulsanti" o "a Testo" alla visualizzazione "a pulsanti" fino alla totale eliminazione di default dal nautilus...Per poterla visualizzare bisogna andare dal menù "visualizza" o usare la combinazione di tasti CTRL+l.

Ora per chi come me ne trova estremamente utile il suo uso, si può usare il codice da terminale:
gconftool-2 --set --type boolean /apps/nautilus/preferences/always_use_location_entry True
per renderla sempre visibile al ogni utilizzo in modalità "Testo"

Spero di esservi stato utile...

Articolo tratto da qui
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Chi ha installato questo file?

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Ciao a tutti, talvolta può capitare di trovarsi davanti ad un file a noi sconosciuto e non sapere quale programma lo ha installato e come eventualmente rimuovere il pacchetto che lo ha installato. Come fare per scoprire a quale pacchetto appartiene un certo file?


Il primo metodo consiste nel ricercare il nome del file all’interno dei files [i]list[/i] lasciati da dpkg e apt-get su /var/lib/dpkg/info:
grep "nomefile" /var/lib/dpkg/info/*.list
Ad esempio grep “libWand” /var/lib/dpkg/info/*.list ci restituirà:
/var/lib/dpkg/info/libmagick9.list:/usr/lib/libWand.so.9.0.0
/var/lib/dpkg/info/libmagick9.list:/usr/lib/libWand.so.9

Ci informerà che il suddetto file si trova nel pacchetto libmagick9.

Un altro metodo, un po’ più semplice ma più lento consiste nell’utilizzare:
dpkg -S "nomefile"
Restituirà un output del genere, più preciso e sintetico del precedente:
libmagick9: /usr/lib/libWand.so.9
libmagick9: /usr/lib/libWand.so.9.0.0
Una terza soluzione che combina le due precedenti consiste nell’utilizzo del pacchetto dlocate (sudo apt-get install dlocate) che internamente utilizza un suo database, aggiornato giornalmente (o su richiesta con sudo update-dlocatedb) sulla base dei files list e presenta il risultato nello stesso formato di dpkg.

Nell’esempio dlocate “libWand” restituirà:
libmagick9: /usr/lib/libWand.so.9.0.0
libmagick9: /usr/lib/libWand.so.9
Con estrema rapidità e sintesi. Tutte e tre le soluzioni effettuano ricerche anche di nomi parziali o con il percorso intero di un file per la massima precisione.
Spero di esservi stato utile...

Articolo tratto da qui
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Ripristinare la password perduta

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A molti sarà capitato di perdere una password prima o poi e in un sistema multiutente come Linux, senza la password di accesso non si può accedere affatto al proprio computer.

Tuttavia se si dispone di un accesso fisico alla macchina e abbiamo la possibilità di riavviarla e scegliere la modalità di ripristino all’avvio, l’operazione di cambio della password è molto semplice.


Ripristino mediante recovery mode

Ubuntu sin dall’installazione crea almeno due voci nel boot manager (GRUB), la prima è quella che utilizziamo abitualmente e avvia il sistema in modalità normale, la seconda è la modalità di ripristino (recovery mode).

All’avvio del PC appare un messaggio che ci avverte di premere ESC per accedere al menu di GRUB, il boot manager predefinito di Ubuntu.

Premendo ESC sarà presentato l’elenco delle possibilità di scelta di GRUB, generalmente due per ogni versione di kernel installato, la prima per un avvio normale e grafico e la seconda chiamata recovery mode per un ripristino del sistema da console. Per reimpostare la password sceglieremo il recovery mode e premiamo Invio.

Al termine del caricamento sarà presentato un prompt root@nomecomputer:~# dal quale potremo eseguire qualsiasi comando amministrativo senza necessità di immettere la password o usare sudo. Per cambiare la password del nostro utente scriveremo:
passwd nomeutente
Sarà richiesta due volte la password da assegnare, inserirla, confermarla e al termine scrivere exit per procedere col normale avvio del sistema.

Ripristino mediante cambio init

Se la modalità di ripristino non è disponibile oppure non funziona o si blocca in malo modo è possibile avviare il kernel normale, passando delle opzioni per interrompere il caricamento ed accedere ad una riga dei comandi da cui cambiare la password.

Per fare ciò modificheremo temporaneamente il programma di avvio init, indicando al kernel di cambiarlo con una shell bash, anziché con quello predefinito che avvia tutti i servizi normali.

All’avvio interrompere il caricamento con ESC per accedere al menu di GRUB, spostarsi sul primo e premere il tasto e (edit). Spostarsi quindi sulla riga kernel (la seconda) e premere nuovamente e per modificarla.

Cancellare ro quiet splash locale=it_IT e sostituirlo con rw init=/bin/bash e confermare con Invio.

Ritornati alla videata precedente è possibile eliminare la riga quiet che nasconde eventuali messaggi che potrebbero esserci utili. Per farlo ci sposteremo sulla riga quiet e premeremo il tasto d (delete). Questo passaggio non è obbligatorio in alcun modo.

Avviamo quindi il sistema premendo il tasto b (boot). Dopo il caricamento iniziale del sistema ci sarà proposto un prompt di utente root@(none):/# dal quale potremo eseguire il cambio di password con: 
passwd nomeutente
Inserire e confermare la password da assegnare all’utente. Uscire da questo ambiente però può essere un attimo problematico, poichè init è il primo programma avviato che tiene in vita tutto il sistema, se lo chiudessimo con exit il sistema crederebbe che è andato in errore tutto il sistema, ma altresì Ubuntu non consente il riavvio dal sistema init rispondendo con un Connection refused se tentiamo il riavvio o lo spegnimento.

Per evitare possibili perdite di dati smontiamo e rimontiamo il file system in sola lettura e assicuriamoci che tutti i dati siano stati scritti su disco prima di dare il fatale exit. In ordine quindi digitiamo:
mount -o ro,remount /
sync
exit
Ci sarà quasi sicuramente risposto un minaccioso: Kernel panic – not syncing: Attempted to kill init! e il sistema si bloccherà. Fatto ciò potremo riavviare senza paura di perdere dati, avendo il sistema in sola lettura e con tutte le scritture già effettuate dato il sync precedente e naturalmente la password cambiata.

Ripristino mediante chroot da CD

Se non è possibile utilizzare nessuno dei due sistemi precedenti, ad esempio perché GRUB è bloccato o protetto da una password, possiamo inserire qualsiasi CD con Linux che ci dia la possibilità di scrivere comandi su una shell, va bene anche il CD di installazione di Ubuntu. In questo ultimo caso la shell la avvieremo manualmente dal menù Applications, Accessories, Terminal.

Sulla riga dei comandi verifichiamo se siamo root scrivendo:  
whoami
Se non ci sarà risposto root, passiamo a root con sudo -s -H oppure su se la distribuzione non utilizza sudo. Per continuare è necessario essere root.

Se non conosciamo la partizione di avvio di Linux possiamo vedere la tabella delle partizioni con fdisk -l /dev/sda oppure fdisk -l /dev/hda. Dipende da come vengono rilevati i dischi, in caso di dubbi consultare l’articolo sulle partizioni su Linux.

Una tabella delle partizioni tipica riporta:   
Disk /dev/sda: 85.8 GB, 85899345920 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 10443 cylinders
Units = cilynders of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0x000c48f1

   Device Boot      Start         End      Blocks   Id  System
/dev/sda1   *           1        5078    40789003+   7  HPFS/NTFS
/dev/sda2            5079       10217    41279017+  83  Linux
/dev/sda3           10218       10443     1815345    5  Extended
/dev/sda5           10218       10443     1815313+  82  Linux swap / Solaris
Osservare le colonne Device e System. La partizione di tipo Linux è una sola, si tratta di sda2, è certamente quella. In un sistema con più partizioni ci si può orientare anche con le dimensioni o con l’ordine.

Montiamo quindi quella partizione e cambiamo l’ambiente attivo con:  
mount /dev/sda2 /mnt
chroot /mnt /bin/bash

Fatto ciò ci troveremo una shell bash aperta nell’ambiente di quella partizione, quasi come se avessimo avviato da quella partizione, tutte le operazioni sono reali su quel disco e non come se avessimo avviato da CD.

Cambiare la password è molto semplice da qui:
passwd nomeutente
Inserire e confermare la password. Quindi uscire dall’ambiente chroot, smontare la partizione e riavviare:
exit
umount /mnt
reboot
Et voilà il cambio è fatto. Esistono anche altre maniere ma dovrebbero bastare queste tre principali. Ciò dovrebbe insegnarci a non fidarci troppo della protezione mediante password, chiunque abbia accesso fisico alla macchina può reimpostare la password o addirittura toglierla temporaneamente e rimetterla esattamente come prima anche senza conoscerla.

Ringrazio ubuntrucchi.wordpress

Come al solito spero di esservi stato utile...    
 
 

Articolo tratto da qui
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Trasformare una serie di IMMAGINI in PDF

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Ciao a tutti, oggi vorrei parlavi di come poter convertire una serie di immagini (con qualsiasi estensione) in un bel e pratico pdf da portare sempre con voi!


Innanzitutto bisogna vedere se abbiamo il pacchetto graphicsmagick-imagemagick-compat installato, ma per fare prima potete digitare direttamente da terminale:
sudo apt-get install graphicsmagick-imagemagick-compat
Questo comando vi permette appunto di installare o di controllare (se vi dice: "già è presente...sostituire? ) il suddetto pacchetto.

Ora che i preparativi sono stati fatti, non ci resta che aprire il terminale nella cartella che contiene i file delle nostre immagini e digitare:
convert file.jpg file.pdf
Ora un cosiglio....Considerando che per la maggior parte dei casi le immagini vanno collegate con un senso logico, io vi consiglio di rinominare i file tutti con lo stesso nome e con un numero di progressione (es. file1.jpg, file2.jpg, file3.jpg...)che corrisponderà al numero della pagina del vostro pdf.

La modifica che dovete fare in questo caso, è d'inserire un bel * (asterisco) al posto della numerazione una sola volta in modo da far capire che volete prendere tutti i file che cominciano con quella parola e finiscono con caratteri diversi. Per quanto riguarda l'ordine non vi preoccupate perchè viene considerato l'ordine ascendente :); Quindi il nostro risultato finale sarà:
convert file*.jpg file.pdf
Altra piccola nota, il nome del file.pdf lo potete cambiare a vostra scelta, mente i nomi dei file delle immagini siete obbligati a mettere nome_file.Ext originali;
Se avete file di nome diverso e vi scocciate a rinominare tutto potete inserire voi la seguenza dei file da convertire (tutti dello stesso tipo...mi raccomando) e poi mettere file.pdf

Spero di esservi stato utile...


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Ubuntu, codec e multimedialità

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Ciao a tutti, Ubuntu è sicuramente una delle migliori distribuzioni in circolazione nonché tra le più complete.

Nonostante questo, per poter rendere veramente completo il sistema operativo, occorre aggiungere qualche pacchetto che, per diversi motivi, non è stato incluso nella distribuzione di casa Canonical. Una volta installato tutto il necessario, si avrà a disposizione una distribuzione che si adatterà completamente alle proprie esigenze.

PREREQUISITI: Abilitare i repository necessari

Prima di procedere con l’installazione dei pacchetti necessari, bisogna abilitare i repository adatti alle nostre esigenze. Andiamo dunque in Sistema -> Amministrazione -> Gestore Pacchetti Synaptic. Ora, dal menu di Synaptic, andiamo su Impostazioni -> Archivi dei pacchetti. Si aprirà la finestra Sorgenti Software dalla quale imposteremo i repository necessari.

Nella prima scheda Software per Ubuntu, alla voce Scaricabile da Internet spuntiamo le prime quattro voci e disabilitiamo invece la voce che ci permette di utilizzare anche il CD/DVD come sorgente software. Inoltre, alla voce Scaricare da: scegliamo Server in Italia, per poter scaricare in maniera più rapida i nostri pacchetti.

Spostiamoci ora sulla seconda scheda, Software di terze parti, e spuntiamo le due voci presenti. Ora aggiungeremo i repository di Medibuntu, utilissimi per poter installare codec e applicativi multimediali. Per compiere questa operazione, andiamo sul terminale e digitiamo:
sudo wget --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list http://www.medibuntu.org/sources.list.d/$(lsb_release -cs).list && sudo apt-get --quiet update && sudo apt-get --yes --quiet --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring && sudo apt-get --quiet update

utto questo codice ci permetterà di avere oltre che i repository necessari anche la chiave di Autentificazione dei pacchetti medibuntu.

Installazione dei codec multimediali

Per poter usufruire di tutti i contenuti multimediali, basterà installare alcuni pacchetti indispensabili per potersi godere ogni genere di brano musicale oppure vedere un film in AVI, un dvd o semplicemente un filmato in flash.

Installa da Synaptic:
gstreamer0.10-gnonlin
gstreamer0.10-plugins-farsight
lame
lame-extras
libdvdcss2
libdvdnav4
libxine1
libxine1-all-plugins
totem-xine
ubuntu-restricted-extras
w32codecs <- o w64codecs per la versione a 64-bit

Una volta terminata l’installazione di questi pacchetti, sarete in grado di usufruire di qualsiasi contenuto multimediale, compresi i WindowsMedia, RealMedia e QuickTime.
Tutti questi bei codec li potrete sfruttare con qualsiasi player, ma forse sarà perchè mi trovo troppo bene, ma io consiglio sempre di usare il VLC.

Fonte TuxJournal

Spero di essere stato utile a qualcuno...

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Carattere "spazio" nel terminale di Ubuntu

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Ciao a tutti, quante volte vi è capitato di dover lavorare con il terminale di ubuntu e di dover rinominare cartelle o file che contengono il carattere "spazio" nel nome perchè proprio il terminale non lo riconosce??? Bene eccovi la soluzione definitiva!

Per poter evitare di rinominare i file basta inserire un semplice slash \ al termine della parola e prima dello spazio, in questo modo:
file\ con\ spazio.estensione

Quindi, ad esempio, se dovete modificare un file di testo che si chiama "mia lista spesa.txt" nel terminale basterà digitare:
gedit mia\ lista\ spesa.txt

ed il gioco è fatto!

Spero di esservi stato utile...

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Impostare Proxy Linux

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Ciao a tutti oggi vi spiegherò come impostare correttamente un Proxy. Ma cos'è un Proxy?

Un proxy è un programma che si interpone tra un client ed un server, inoltrando le richieste e le risposte dall'uno all'altro. Il client si collega al proxy invece che al server, e gli invia delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client.

A differenza di bridge e router, che lavorano ad un livello ISO/OSI più basso in quanto sfruttano i NAT, i proxy nella maggior parte dei casi lavorano a livello applicativo; di conseguenza un programma proxy gestisce un numero limitato di protocolli applicativi. Con linux si può dire al sistema operativo di utilizzare per ogni applicativo il proxy predefinito, ma è preferibile configurare ogni applicazione separatamente. Quindi per ogni software installato sulla nostra macchina che vuole accedere ad internet dobbiamo configurare questo parametro.

Ora vi spiegherò come configurare il proxy per tre applicazioni fondamentali: apt per la gestione dei pacchetti, wget per scaricare file da internet e clamav per il sistema antivirus.

- Partiamo con apt, per configurare un proxy basta modificare il file apt.conf come segue:
cd /etc/apt/
sudo gedit apt.conf

Modificate il file inserendo la seguente stringa:
Acquire::http::proxy “http://username:password@indirizzo_proxy:porta″;

Direi che la stringa è abbastanza chiara, se non c’è username e password escludete pure la prima parte “username:password@”.


- Passiamo a wget, digitate nel terminale la seguente stringa:
export http_proxy="http://proxy.example.com:8080"

Per le richieste ftp digitate la seguente stringa:
export ftp_proxy="http://proxy.example.com:8080"

- Passiamo a clamav, aprite il file /etc/clamav/freshclam.conf ed inserite in fondo al file la seguente stringa:
HTTPProxyServer 10.0.0.1
HTTPProxyPort 808
HTTPProxyUsername username
HTTPProxyPassword password

se non servono non inserite i parametri HTTPProxyUsername e HTTPProxyPassword.

- Se invece volete impostare un proxy a livello di sistema operativo aprite il seguente file:
/etc/bash.bashrc

Ed inserite:
export http_proxy=http://username:password@indirizzo_proxy:porta
export ftp_proxy=http://username:password@indirizzo_proxy:porta

Ovviamente sostituendo le voci in modo corretto...

Spero di esservi stato utile....

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Terninale - Come Unire una serie di Clip in un Unico File

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Ciao a tutti, quante volte ci è capitato di avere una miriade di filmatini, magari fatti dalla nostra fotocamera e di volerli unire in unico grande filmato da mettere su un bel dvd da fare vedere agli amici e non sapere come fare...

Usando il terminale di Ubuntu bastano pochi e semplici passi!

Come prima cosa spostiamo tutti i suddetti filmati (ad esempio con estenzione .MOV) in un'unica cartella (ovviamente deve contenere SOLO i filmati) ed apriamo la nostra cartella con il terminale e digitiamo:
mencoder -forceidx -ovc copy -oac pcm *.MOV -o big.avi

oppure possiamo usare il comando:
avimerge -o big.avi -i file1.MOV file2.mov ...

Con entrambi i comandi ci ritroviamo nella nostra cartella un nuovo file chiamato "big.avi" che contiene appunto l'unione di tutti i nostri filmati.

Dove stà la differenza nelle due linee di comando che ho postato?
Beh con la prima noi diciamo che vogliamo tutti i file con estenzione .MOV che sono presenti nella cartella, solitamente li prende in ordine alfabetico;
Nella seconda, invece, siamo noi a stabilire quali sono i file che vogliamo unire, da usare se magari avete pochi file in particolare che v'interessano.

Le modifiche che potete fare sono:

*.MOV magari se volete un'altra estenzione;
big.avi se volete dargli un altro nome;
file1.MOV file2.mov ... da sostituire con i nomi originali dei filmati nell'ordine che volete.

Spero di esservi stato utile...

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Terminale - Spostare file video con find - exec

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Ciao a tutti, oggi volevo postarvi delle piccole linee di comando del terminale che permettono di spostare tutti i files video da una directory ad una altra...

Aprite un terminale e posizionatevi sulla directory di destinazione, ovvero dove si vuole vadano i video:
cd /home/Vostro_Utente/Video

e digitate:
find /home/user/Pictures/ -name "*.mov" -exec mv {} . \;
find /home/user/Pictures/ -name "*.avi" -exec mv {} . \;
find /home/user/Pictures/ -name "*.mpeg" -exec mv {} . \;
find /home/user/Pictures/ -name "*.mpg" -exec mv {} . \;

Il comando find serve a cercare i files, opzionalmente gli si può dare un pattern con l’opzione “-name” e un comando da eseguire per ogni files che trova.
Ovviamente il percorso o l'estensione possono essere modificati secondo le proprie necessità;

Nel nostro caso gli è stato detto di spostare il file con il comando mv.

Questi comandi sembrano alquanto sciocchi, specie se si pensa che vi sono programmi che questa funzione la hanno già integrata, ma se volete evitare di appesantire ulteriormente il vostro sistema con altri programmi o comunque sbrigarvi in generale questi comandi fanno proprio al vostro caso!

Spero di esservi stato utile...

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Ubuntu - come visualizzare il menu del Grub 2 all’avvio

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Ciao a tutti, oggi volevo parlarvi dell'importanza del Grub 2 (acronimo di GRand Unified Bootloader), un piccolo boot loader in formato testo (o grafico) che permette la scelta del sistema operativo o del kernel da lanciare quando si accende il computer.

Molte volte, specie quando si usa un solo sistema operativo, capita che questa fase venga eseguita direttamente dal computer senza che noi non c'è ne rendiamo minimamente conto, ma secondo me, invece è utile poter visualizzare sempre il Grub 2 anche se non si dispone di ulteriori sistemi operativi installati per il semplice fatto che ci potrebbero essere aggiornamenti del Kernel che potrebbero portare qualche problema e quindi abbiamo la facoltà di scegliere quale kernel lanciare.

Per poter visualizzare il menu del Grub 2 all’avvio di Ubuntu, aprite il terminale e digitate:
sudo gedit /etc/default/grub

nel documento di testo che viene ad aprirsi dovete cercare la voce:
GRUB_HIDDEN_TIMEOUT=0

e impostarla come commento (si fa aggiungendo un cancelletto all’inizio della riga) nel seguente modo:
#GRUB_HIDDEN_TIMEOUT=0

Ora dobbiamo impostare quanti secondi vogliamo che venga visualizzato il menù prima dell’avvio automatico del sistema operativo selezionato, in cima alla lista, la voce:
GRUB_TIMEOUT

ed impostategli, in valore numerico, il numero di secondi (ad esempio 30), che avrete per scegliere il sistema da avviare in questo modo:
GRUB_TIMEOUT=30

Compiuto questa ultima modifica, non ci resta che aggiornate Grub digitando:
sudo update-grub

Naturalmente se volete ripristinare tutto vi basterà cancellare le modifiche che avete fatto...io magari vi consiglio di crearvi una copia del file originale in modo da sostituire direttamente il file se non vi piace com'è venuto il tutto!

Ah quasi dimenticavo, potete visualizzare il menu del Grub 2 anche riavviando e premendo il tasto SHIFT della vostra tastiera!

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Controllo remoto via SSH

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Ciao a tutti, oggi vi volevo parlare del "controllo remoto via SSH", ovvero della possibilità di controllare un altro computer a distanza sfruttando la rete LAN o anche Internet.

Innanzitutto bisogna installare il demone SSH sul computer che verrà controllato (server) digitando da terminale:
sudo apt-get install ssh

A questo punto potremo accedere da qualsiasi altro computer che abbia disponibile un client SSH. Se la macchina da cui accediamo (client) dispone di un sistema operativo Linux basterà fare da terminale:
ssh utente@IPRemoto

Sostituendo ad "utente" il nome utente di accesso (ID che è lo stesso che utilizziamo al login del desktop) e come "IPRemoto" utilizzeremo proprio l'indirizzo ip della macchina che vogliamo controllare.
Ora qui possono presentarsi due opzioni che riguardano il server a cui dobbiamo collegarci: la prima è che il nostro server sia collegato ad una LAN che a sua volta si collega ad internet tramite un router e la seconda è che il server è direttamente connesso alla nostra rete interna LAN.

Nel primo caso bisogna configurare il NAT in modo tale che le richieste fatte dalla porta 22 (la predefinita per il tunneling SSH) vengano correttamente instradate nella giusta direzione (ossia fatte all'ip del server);
Nel secondo caso, sarà sufficiente usare l'IP interno del server, usando il comando:
ssh utente@192.168.1.X

Dove al posto della X inserite il numero che avete assegnato al server.
Nel caso in cui accediate in remoto da macchina Windows, vi consiglio l'uso di PuTTY che benchè sia nato apposta per windows lo troviamo anche nei repository linux.

Spero di esservi stato utile...

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Creare un pacchetto .deb da sorgenti

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Ciao a tutti, oggi voglio parlarvi di un argomento un pò spinoso; cioè la creazione, partendo da sorgenti, di un pacchetto .deb

Molte volte capita di dover installare, magari su più computer, uno o più programmi direttamente da sorgente e quindi perdere un pò di tempo per compiere tutte le operazioni necessarie da terminale, ma grazie a questa piccola guida che vi sto scrivendo potete generarvi un file d'istallazione automatico .deb

Per prima cosa dobbiamo procurarci il programmino: CheckInstall, usando il comando:
sudo apt-get install checkinstall

Una volta che ci siamo procurati il programmino ed accertati che i nostri sorgenti siano corretti (cioè che il programma installa correttamente), diamo da terminale:
cd /percorso_da_estrarre_il_pacco
./configure
sudo make
sudo checkinstall

Una volta eseguiti questi passi ci ritroveremo con il nostro bel pacchetto .deb, che se lo si vuole installare da ternimale basta usare il comando:
sudo dpkg -i packagename.deb

Altrimenti ci cliccate sopra due volte con il mouse e grazie all'Installatore di pacchetto, già presente nella distro di Ubuntu, fate fare tutto al pc.

Spero di esservi stato utile.....

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Scorciatoie da tastiera per il Terminale di Gnome

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Ciao a tutti, questa volta vi voglio parlare delle scorciatoie da testiera che si possono fare con il Terminale di Gnome del nostro caro Ubuntu.
Queste "scorciatoie" in realtà non sono altro che la digitazione, in contemporanea, di alcuni tasti per compiere determinate azioni che ora vedremo:
Full Screen: F11

Help: F1

Aprire nuova scheda: Ctrl + Shift + t

Aprire nuova finestra: Ctrl + Shift + n

Chiudere scheda: Ctrl + Shift + w

Chiudere finestra: Ctrl + Shift + q

Copiare testo selezionato: Ctrl + Shift + c

Incollare testo: Ctrl + Shift + v

Muoversi tra le schede: Alt 1, Alt 2, etc

Aumentare lo Zoom: Crtl + (più)

Ridurre lo Zoom: Ctrl - (meno)

Spero possano essere utili a qualcuno...

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